Lo “stato dell’arte” della… storia dell’arte nei nuovi ordinamenti dehli istituti professionali e degli istituti tecnici

Il 18 ottobre 2010 e il 28 ottobre 2010 si sono svolti a Roma, presso l’ITI “G. Galilei”, due seminari dedicati alla impostazione delle Linee Guida per il secondo biennio e per l’anno finale rispettivamente negli Istituti Professionali e negli Istituti Tecnici. I seminari sono stati organizzati dal MIUR e dall’USR per il Lazio e sono stati coordinati dalla Dott.ssa M. G. Nardiello nell’ambito delle iniziative previste tra le misure di accompagnamento per il riordino del secondo ciclo di istruzione. Ai seminari, avente funzione informativa e formativa, hanno preso parte le rappresentanze delle scuole già campionate sul tutto il territorio nazionale per la redazione delle Linee Guida del primo biennio, entrate in vigore sin dal corrente anno scolastico, le parti sociali, gli Enti di ricerca e le associazioni disciplinari, tra le quali ANISA.

Fermo restando il fatto che la sorte della disciplina della Storia dell’Arte continua a restare fortemente penalizzata dalla vigente Riforma e che occorre ribadirne ancora con forza il ruolo formativo fondante e professionalizzante proprio in quegli indirizzi da cui risulta tolta o pesantemente ridimensionata, nonché passata ad altra classe di concorso (la ex AO25, ora A02, in luogo della ex A061, ora A049), nel corso di ambedue i seminari sono stati posti in luce alcuni aspetti sui quali è opportuno porre attenzione per orientare le azioni in difesa di questo insegnamento. In premessa di tali aspetti, si riassumono in sintesi i punti fermi del riordino che riguarda ambedue le tipologie di istruzione. Riguardo gli Istituti Professionali, la Riforma ha definito che a) non si avranno più i percorsi di qualifica (affidati alla Formazione Professionale) b) non si avrà più il percorso di Terza Area c) si avranno percorsi quinquennali (2+2+1) con filiere produttive. Riguardo tali filiere produttive, importanti per l’economia del Paese, a livello locale si potranno avere connotazioni specifiche con personalizzazioni dei percorsi didattici (il che vuol dire poter reintrodurre discipline altrimenti escluse).

Mentre le Linee Guida per il primo biennio, relativamente alle discipline previste, contengono indicazioni per il curricolo dell’Area Generale (che non verrà modificato poiché l’idea è quella di offrire una preparazione generale il più possibile omogenea tra i vari tipi di Istituti, garantendo così la maggiore flessibilità di passaggio per gli studenti), le Linee Guida per il secondo biennio (ancora da definire e per le quali è chiesto l’intervento delle parti coinvolte) dovranno marcarne l’unitarietà degli indirizzi attraverso la valorizzazione della specificità degli stessi, salvaguardandone le potenzialità sino ad oggi in essere. Negli Istituti Professionali, il secondo biennio dovrà garantire una formazione d’indirizzo funzionale all’occupabilità. La permanenza o meno di alcune discipline nei curricoli e la profilatura dei percorsi professionali, sarà determinata dall’asse di riferimento formativo presente nel pregresso dei singoli Istituti, dal tipo di richiesta del territorio, dalle risorse – professionali e laboratoriali – che verranno valutate Istituto per Istituto, ammesso che questi ne facciano richiesta. Gli Istituti Tecnici non presentano, al momento, una identità ben definita e questo dovrà essere il primo passo da compiere, anche se l’asse di riferimento degli Istituti Tecnici è indicato in quello scientificotecnologico. Il quadro nazionale si presenta attualmente molto complesso poiché si stanno configurando assetti molto diversi da indirizzo ad indirizzo. Alcuni indirizzi sono specifici sin dal primo anno (es. socio-sanitario negli Istituti Professionali), altri iniziano a profilarsi soltanto a partire dal terzo (es. servizi commerciali negli Istituti Professionali o i percorsi di Industria e Artigianato, dove convergono varie anime che necessitano di trovare una composizione). Nel dirimere la complessità che si sta presentando, un ruolo determinante viene assegnato alle Regioni, a cui il MIUR sta chiedendo di “ragionare” scuola per scuola. L’esempio più tipico, in questo momento, è la richiesta di passaggio all’Istruzione Tecnica per molti indirizzi degli Istituti professionali, in particolare per quelli attinenti l’area del Turismo. Gli indirizzi di studio più complessi da definire sono proprio quelli in cui la disciplina della storia dell’arte ne caratterizzava i percorsi, ovvero:

grafico pubblicitario, presente prima della Riforma negli Istituti Professionali con 99 ore annue dal primo al quinto anno. Il corso di Grafica è presente ora in quattro settori, tre dei quali fortemente divergenti rispetto al curricolo del percorso originario poiché innestati su filiere produttive molto diverse tra loro (Grafica nei Licei Artistici, di recente introduzione; Grafica nell’indirizzo del Tecnico di Grafica e Comunicazione; Grafica in Industria e Grafica in Artigianato. La storia dell’arte è presente solo nel curricolo del liceo artistico);

turistico, indirizzo in cui opera sia il percorso Professionale dell’enogastronomico, settore accoglienza, sia il percorso Tecnico economico, settore turismo. Dubbia è ancora l’attribuzione della storia dell’arte alla classe di concorso A061. Anche tale attribuzione, soprattutto nel Tecnico, appare vincolata alla capacità dei singoli Istituti di dimostrare che nel territorio in cui tale scuola è presente, l’attribuzione dell’insegnamento della disciplina è più opportuno conferirlo ad uno storico dell’arte che non ad un architetto. Poiché quello del Turismo è definito come il settore portante dell’economia italiana, è alle scuole che viene affidato il compito di dare – ciascuna – una precisa risposta nei riguardi della richiesta del territorio locale attraverso la precisa definizione della propria offerta formativa;

moda, indirizzo presente all’interno dell’istruzione professionale nel vecchio ordinamento, prevedeva l’insegnamento della storia dell’arte. Il “sistema moda” è oggi inserito nell’istruzione tecnica (articolazione Tessile, abbigliamento e moda e articolazione calzatura e moda, ambedue in relazione alle materie prime, ai prodotti e processi per la loro realizzazione), e nell’istruzione professionale (oscillando tra Industria e Artigianato, a seconda della filiera produttiva presente nelle diverse Regioni). Se nell’articolazione Artigianato si intravede la possibilità di reinserire la Storia dell’Arte secondo quanto le singole scuole riterranno di documentare, per l’indirizzo tecnico ciò non appare, anche se è stata fortemente sostenuta la forte interazione di questo settore con le discipline umanistiche quali arte, musica, cinema e teatro. Anche qui, tuttavia, sarà affidato alle singole scuole approfondire le specifiche esigenze curriculari, laddove si valutasse l’occorrenza di più elevati livelli di capacità creativa.

Le indicazioni fornite riguardano, pertanto, la possibilità di valutare, scuola per scuola, gli aspetti specifici di alcune discipline (come il caso della storia dell’arte, esplicitamente citata dalla Dott.ssa Nardiello) per la loro reintroduzione nel secondo biennio e nell’anno finale (di orientamento rispetto al mondo del lavoro e del proseguimento degli studi superiori), con particolare riguardo all’indirizzo dei servizi commerciali, che ha assorbito l’ex grafico pubblicitario e l’ex-turistico dell’istruzione professionale; valutare e documentare (in merito alle discipline da inserire nel secondo biennio e/o alle richieste di passaggio ad altro indirizzo di studi, più coerente con il proprio profilo e con la reale richiesta del territorio) qual è stato sino ad oggi l’asse di riferimento formativo dei singoli istituti professionali che avevano l’indirizzo di grafica-pubblicitaria e richiedere il passaggio al tipo di Istituto che lo riflette in modo più coerente: gli Istituti che ad esempio hanno fondato la propria offerta formativa sulla cultura dell’immagine (il Caterina da Siena di Milano o lo Steiner di Torino o il Pace di Lecce) hanno ottenuto il passaggio a Liceo Artistico. Altri Istituti, ad esempio in Lombardia, dove l’aspetto della produzione grafica è stato più forte, verranno traghettati verso l’istruzione tecnica. Considerando che Grafica esiste anche nella Formazione Professionale, la risposta più efficace per non disperdere il patrimonio di professionalità e di quanto moltissimi indirizzi hanno costruito, risiede nell’organizzazione dell’offerta formativa del territorio, possibile attraverso il raccordo con le Regioni. Rispetto a quanto viene suggerito, per veder restituita la specificità che appartiene ai singoli Istituti e valorizzare l’aspetto curriculare del settore che si rappresenta, in sintesi, occorre che le singole scuole: considerino la vocazione del territorio; documentino l’esperienza maturata dalle singole scuole; tengano conto degli sbocchi occupazionali. Da questa sintesi emerge che la Storia dell’arte è divenuta una disciplina opzionale in moltissimi istituti di istruzione. Tuttavia, la flessibilità su cui ampiamente si è discusso nei due seminari apre alcune possibilità che inizialmente non sembrava potessero configurarsi come, ad esempio, quelle prevedibili per i Servizi Commerciali, e che nell’opportuna stesura delle Linee Guida per il secondo biennio (ancora da scrivere) e per l’anno finale potrebbe tornare ad avere il ruolo di disciplina di indirizzo.

Gli aspetti da seguire, come ANISA, stante l’invito rivolto dai relatori dei seminari, risiedono principalmente nel: contribuire alla redazione delle Linee Guida per il secondo biennio e per l’anno finale, con particolare riguardo, per gli istituti professionali, al settore dei servizi commerciali, al settore accoglienza dell’enogastronomico, al settore moda in Industria e Artigianato (dove previsto); contribuire a definire il ruolo della ex A061 nel settore economico Turismo degli Istituti Tecnici, che non appare essere destinataria dell’insegnamento di Arte e Territorio, poiché la valutazione è stata fatta – al momento – considerando la coerenza con l’asse produttivo di riferimento. Tuttavia, qualora opportunamente sostenuta, la questione dell’attribuzione di tale insegnamento potrebbe essere ripresa in favore della ex A061 (Nardiello).

Nota. Nella tabella delle confluenze delle nuove classi di concorso, appare indicata l’assegnazione dell’insegnamento della Storia dell’arte per la A049 – ex A061 nel: Liceo Artistico (Arti Figurative, Archietettura-Design-Ambiente, Audiovisivo e Multimedia, Grafica, Scenografia), Liceo Classico, Linguistico, Musicale-Coreutico. Negli Istituti Tecnici, Istituti Professionali, Liceo delle Scienze Umane, Liceo Scientifico, l’insegnamento è assegnato alla classe di concorso A02, ex A025. La questione appare al momento ancora confusa, considerando la circolazione di bozze relative alla confluenza delle classi di concorso, datate al 27 luglio u.s., in cui la A061 risulta rinominata come A053 e appare reinserita nel secondo biennio del Liceo delle Scienze Umane come anche nell’Istituto Tecnico settore economico – indirizzo turismo.

Maria Cristina Fortunati Fonte: newsletter ANISA novembre 2010

Atti del seminario sugli Istituti Professionali: http://www.indire.it/nuoviprofessionali_stage/content/index.php?action=lettura&id_m=11289&id_cnt=11371

Atti del seminario sugli Istituti Tecnici: http://nuovitecnici.indire.it/content/index.php?action=riforma&id_m=10983&id_cnt=11419

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