L’esperienza estetica

vezioSi tratta di un libro denso e a tratti criptico perchè spazia dalla biologia profonda alla speculazione filosofica, ma nel complesso interessante. Peccato che sia ben poco pratico (e lo ammette lo stesso autore). Il succo è che la percezione (anche quella artistica) avviene attarverso la decodificazione imitativa ossia riproducendo lo stimolo in maniera fisica, il che apre tutto un mondo sul ruolo del corpo e della percezione che ne ha l’individuo, cose che possono “disturbare” o condizionare il contatto con l’opera. In sostanza, per capire un’opera non c’è solo bisogno di insegnare la grammatica visiva, la storia del gusto, le tecniche, ecc, perchè a monte, a capire quell’opera c’è una persona, con tutte le sue debolezze, preconcetti ecc. Il contatto quindi è un arricchimento ma per certi versi anche un pericolo. perchè la sua carica  psicologica è potenzialmente destabilizzante Dobbiamo dunque ritornare all’idea romantica dell’arte come emozione?

Quarta di Copertina:

Questo volume è indirizzato sia a studiosi di estetica (filosofi e critici d’arte) che a psicologi e pedagogisti. L’attenzione è posta essenzialmente sui processi psicologici e psicofisiologici che sono alla base dell’esperienza estetica. L’ottica è assolutamente innovativa e suggerisce una rilettura originale di alcuni concetti della tradizione filosofìca. Nel libro si sviluppa un serrato dibattito su alcuni temi che sono considerati dei tópos della critica d’arte quali l’analisi dello spazio di Panofsky, le riflessioni di Adorno sulla musica contemporanea, la poetica dello spazio di Kandinsky, alcuni argomenti delle Lezioni americane di Calvino (il peso, la leggerezza, ecc.). La discussione intorno a questi temi si sviluppa attraverso una ridefìnizio-ne psicofisiologica di processi psicologici fondamentali quali la percezione, le emozioni, i processi cognitivi e immaginativi. Un ruolo centrale occupa anche una interpretazione originale del corpo e dell’esperienza corporea esaminata in termini di Libido Narcisistica proiettata sull’opera d’arte. Queste analisi compongono, nel loro insieme, un nuovo modello interpretativo che individua piani e livelli del processo estetico.

Vezio Ruggieri, medico e psicofìsiologo, è professore di Psicofisiologia Clinica presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Sulla base di un approfondito lavoro di ricerca cllnica e sperimentale ha elaborato un Meta-modello Psicofisiologico Integrato originale centrato sul rapporto mente corpo. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, sui temi delle emozioni, del narcisismo, dell’immagine corporea, della patologia psicosomatica. Tra i suoi numerosi volumi pubblicati citiamo: Verso una psicosomatica da lavoro (i 984); Semeiotica dei processi psicofisiologici e psicosomatici (1987); Mente-Corpo-Malattia (1988); La problematica corporea nell’analisi e nel trattamento dell’anoressia mentale (1994); // contatto interpersonale (1995).

L’esperienza estetica -Fondamenti psicofisiologici per un’educazione estetica

di Vezio Ruggieri

Armando Editore, pag. 220, €18

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