La bellezza salva la vita

San Giorgio e il drago, Paolo Uccello, 1470, Londra, National Gallery

Nei periodi di crisi e di cambiamenti epocali, le persone e le comunità che avevano a cuore il Bene comune hanno salvato e rilanciato la civiltà utilizzando anche la bellezza per “salvare il mondo”.
La bellezza ha sempre lottato e lotta contro la barbarie e offre strumenti per la liberazione e il progresso, anche civile, delle coscienze e dei popoli.
“Bene comune” vuol dire coltivare una visione lungimirante della società, vuol dire investire sui diritti delle generazioni future, vuol dire costruire politiche incentrate sull’utilità sociale, vuol dire prioritaria attenzione ai giovani, alla loro formazione e alle loro necessità.
Riconoscere la priorità del Bene comune vuol dire subordinare ad esso ogni interesse del singolo, quando col Bene comune sia in contrasto.
Ecco perché c’è bisogno di riscoprire la bellezza, di dare voce alla bellezza diffusa, di raccontare l’altra faccia dell’Italia. Anche questo è Bene comune.
In questo senso è davvero pregevole, “di questi tempi”, che il Censis abbia realizzato una splendida ricerca per la Fondazione Marilena Ferrari, sul fondamentale tema “Ripartire dalla Bellezza”.
L’Italia è casa. La nostra casa. L’Italia è la bellezza di posti incantevoli che tolgono il fiato, che ti fanno stare bene. Avete presente come si è più tristi quando ci si trova in un brutto posto? E allora perché non deve valere il contrario? E poi c’è la bellezza dei comportamenti. La bellezza delle parole. La bellezza dell’onestà, del primato della morale, di un paesaggio che ancora mette di buon umore. Ripartire dalla bellezza, anche da una passeggiata, lasciando la macchina a casa, oppure da un viaggio verso casa, o semplicemente stando a casa, avvolti dal calore della famiglia, riscoprendo l’ascolto e la bellezza del dialogo.
Dice bene Giovanni Scipioni quando afferma che “c’è sempre una buona ragione per rimettersi in viaggio e c’è sempre una buona stagione da incontrare. Viaggi e lo fai sempre, quando fa freddo, quando fa caldo, quando piove e tira vento. Il tuo infinito viaggiare non conosce soste ma solo ritorni a casa per poter abitare le figure del nostro inesauribile peregrinare”.
Erri De Luca sostiene che ci sono luoghi sacri, in posti sia umili che meravigliosi, punti fermi nella deriva costante dell’universo: a sfogliarli, come a visitarli, si ottiene il conforto di una stazione di arrivo. Anche se provvisoria, la sosta ha il profumo di pace, di una pane sfornato. Che bellezza…
Luigi Accattoli, in un recente articolo sul Bene Comune afferma che “tutti sappiamo che per uscire dalla crisi il nostro Paese, come l’intero Occidente, ha bisogno sì di ritrovare le vie della crescita, ma anche di riscoprire la sobrietà dimenticata in mezzo secolo di benessere senza precedenti. Occorre cambiare gli stili di vita e recuperare forme di austerità socializzanti che l’abbondanza aveva fatto dimenticare, ha bisogno di ritrovare le vie della crescita, ma anche di riscoprire la sobrietà dimenticata in mezzo secolo di benessere senza precedenti. Occorre cambiare gli stili di vita e recuperare forme di austerità socializzanti che l’abbondanza aveva fatto dimenticare”.
“A lenire i guai, se non le disperazioni, – scrive Andrea Carandini sul «Corriere della Sera» – aiuterebbe apprezzare cose insolite: conoscere una città ignota e vicina, ascoltare suoni come quelli di un’arpa, gustare un nuovo sapore, camminare per riabituarci a pensare, esercitare la calligrafia, divenire registi di un proprio spettacolo mentale leggendo un romanzo dell’800, conoscere le teorie indimostrate di un astrofisico, lavorare il legno, sprofondare nel cammino dell’umanità… Attività mentali variegate servono a scollarci dalla depressione ma anche a produrre meglio cose funzionali e belle […]”.
La bellezza salva la vita! Questo potrebbe essere lo slogan delle nuove “persone” che hanno voglia di ripartire, di rinnovarsi di pulire il mondo con parole e comportamenti. Con una riflessione sulla sua forza e la sua potenzialità trasformatrice, non solo della qualità della vita, ma anche delle coscienze. Come non concordare il Censis quando evidenzia che “c’è bisogno di bellezza autentica per ritrovare la ‘direzione’ in cui muoversi e soprattutto per dare riconoscimento a tutte quelle persone che con la loro bella esistenza, spesso silenziosa, contribuiscono alla bellezza del mondo”.

pdf : “Ripartire dalla bellezza”. Sintesi dei risultati

Antonio Capitano

Fonte: http://www.quotidianoarte.it/nl/quotidianoarte_content_19133.mn

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