DDL scuola – Storia dell’arte: si, no, forse?

precari-a061In questi giorni è in discussione alla Camera il DDL Scuola, che tra le tante annunciate novità avrebbe dovuto includere anche un ripristino della Storia dell’Arte.
Purtroppo a ben guardare, nel disegno di legge non è previsto alcun ripristino delle ore di Storia dell’arte tagliate abbondantemente dall’ex ministro Gelmini. Piuttosto, come mostrato dal testo illustrativo che segue, nonché da alcuni commi del DDL che abbiamo riportato in calce, si vorrebbe dare alla scuola la possibilità di organizzare corsi opzionali, in orario extracurricolare.
Va da sé che un intervento del genere non è assolutamente ciò che servirebbe alle nostre scuole, che ancora attendono un “risarcimento ” del grave danno subito.

DDL SCUOLA  Art. 2  Comma 2
Il comma definisce una cornice di obiettivi nazionali che le scuole sono tenute a osservare nella determinazione del proprio fabbisogno e nella definizione della programmazione dell’offerta formativa. Gli obiettivi sono finalizzati a garantire una serie di competenze, di conoscenze e di stili di apprendimento degli studenti quali: la valorizzazione delle competenze linguistiche con particolare riferimento all’italiano e alla lingua inglese attraverso la metodologia Content Language Integrated Learning; il potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche, delle competenze nella musica e nell’arte; il rafforzamento delle competenze in materia di diritto ed economia anche relative alla cittadinanza attiva e responsabile e alla cultura della legalità; lo sviluppo di comportamenti improntati al rispetto della sostenibilità ambientale e dei beni e delle attività culturali e beni paesaggistici; l’alfabetizzazione all’arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini.

Art. 2 Comma 3 : “…il rafforzamento delle competenze in materia di diritto ed economia anche relative alla cittadinanza attiva e responsabile e alla cultura della legalità; lo sviluppo di comportamenti improntati al rispetto della sostenibilità ambientale e dei beni e delle attività culturali e beni paesaggistici; l’alfabetizzazione all’arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini”.

Questi gli intenti dichiarati. Ma la materia più mortificata dai tagli della Riforma Gelmini, in attesa da anni di un ripristino che torni a dare la giusta dignità al suo ruolo formativo nella scuola italiana, rischia di veder perdere l’occasione di tornare tra i banchi di scuola dei nostri ragazzi.
Gli annunci relativi al suo potenziamento, infatti, nella sostanza si tradurrebbero, forse, nella possibilità per le singole scuole di attivare corsi opzionali, in orario extracurricolare, su materie artistiche.

Nel 2013 è stato presentato da SEL, in Commissione Cultura, un emendamento per il ripristino della Storia dell’Arte a fronte del sostegno di 15.000 firme. Hanno aderito sostenendo la causa Rosi Fontana, il Consigliere del Presidente della Repubblica per la Conservazione del Patrimonio Artistico Prof. Louis Godart, il Ministro dei Beni Culturali Massimo Bray, il Prof. Salvatore Settis,il Direttore generale degli Uffizi Antonio Natali, Adriano La Regina, Claudio Strinati, Cesare de Seta, Tomaso Montanari,la parlamentare europea Silvia Costa, l’Assessore alla Cultura della Regione Toscana Stella Targetti, ANISA, ITALIA NOSTRA , il FAI.
Il Protocollo di intesa MIUR/ MIBACT sottoscritto il 18 Marzo 2015 dai Ministri Giannini e Franceschini, da quanto si rileva nel DDl , si “ridurrebbe “ ( mancando il presupposto fondamentale del ripristino della Storia dell’Arte) ad una pura dichiarazione di intenti.
Forse non a tutti è chiara la portata formativa della Storia dell’Arte, che in Italia consente di gettare le basi per una solida maturazione non solo di conoscenze storiche (come diceva Argan, non si può studiare la storia d’Italia senza conoscere la sua storia dell’arte) , ma anche filosofiche, religiose, scientifiche e civiche, perché tutti questi ambiti sono alla base della produzione artistica del nostro Paese, che è in ogni angolo pervaso di quelle testimonianze.
Come può formarsi il cittadino di domani, senza una solida formazione su questi temi?
E come potrebbe chiamarsi “solida” una formazione lasciata all’arbitrarietà dei singoli dirigenti scolastici e soprattutto relegata a fasce orarie che esulano dall’orario scolastico canonico?
Non è questo il modo di ripristinare la giusta dignità ad una disciplina che, pur se con spazi orari già esigui, è stata in passato così fondamentale nel curricolo scolastico italiano, preso non a caso a modello per la scuola francese.
Intende questo Ministro, intende questo Governo, far tornare degnamente la Storia dell’arte tra i banchi di scuola dei nostri ragazzi?

Art. 3 Comma 1
Il comma introduce uno specifico profilo di flessibilità dell’offerta formativa volto a valorizzare le attitudini e gli interessi dello studente nella cornice formativa complessivamente attivata dalle scuole secondarie di secondo grado. La scuola risponde in tal modo alle esigenze di personalizzazione del percorso di studi, offrendo un’offerta formativa che sia capace di motivare gli studenti negli apprendimenti e sostenere i talenti. Le istituzioni scolastiche definiscono quindi il proprio curricolo attivando gli spazi di flessibilità ed i potenziamenti disciplinari coerenti con la propria offerta formativa. Nello specifico, oltre al curricolo nazionale (assetti ordinamentali) e al curricolo della scuola (spazi di flessibilità e potenziamenti disciplinari), le istituzioni scolastiche introducono insegnamenti opzionali a scelta dello studente, ulteriori rispetto a quelli già previsti dai quadri orari per lo specifico grado, ordine e opzione di istruzione. Tali insegnamenti sono attivati dalle singole istituzioni scolastiche nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili e dei posti di organico assegnati all’istituzione scolastica sulla base dei piani triennali e sono parte del percorso dello studente ed inseriti nel suo curriculum. Le istituzioni scolastiche definiscono quindi il proprio curricolo attivando gli spazi di flessibilità ed i potenziamenti disciplinari coerenti con la propria offerta formativa.

Emanuela Colantonio

Fonte: https://www.facebook.com/groups/438591982945766/permalink/529502743854689/

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